Emiliano Pellisari, 42 anni,
non è un coreografo
e basta: forse sarebbe
più corretto definirlo
un architetto del corpo umano.

Vittoria Ottolenghi

Essere trasportati
nel regno delle illusioni…
ammirare sculture fatte di corpo…
assistere a quadri viventi
che ispirano l’immaginazione.
ricevere visioni che orbitano
intorno alla testa
anche il giorno successivo.

Neue Ruhr Zeitung, 15.09.17

 
Danzatori sfidano la gravità ed immagini straordinarie
appaiono dal buio in una carrellata senza sosta di effetti.
 
Un mondo dove il reale e il virtuale
si mischiano in un caleidoscopio di immagini
sorprendenti tratte dai più famosi canti danteschi.
Un inferno paradossale come Escher,
assurdo come Magritte, crudelmente caravaggesco.
Uno spettacolo dove il disegno della luce,
la musica e gli effetti speciali si coniugano con la danza,
l’atletica circense e la mimica.
La musica etnica e world ricrea atmosfere ultramondane
dove l’energia e il ritmo incalzante
si intervallano con la calma
e la meditazione dei momenti poetici.
 
L’inferno è uno spazio teatrale in cui si annulla la fisica
della realtà e tutto si mostra come in un sogno ad occhi aperti.
 
 
 
 
L’Inferno di Dante
tra acrobati, mimi e macchine teatrali.
Un viaggio nel mondo degli inferi
con sei danzatori acrobati
che sfidano le leggi della fisica,
trasformando lo spazio teatrale
in una dimensione onirica.
 
 
La Repubblica
 
 
 

In Cantica il medioevo fantastico di Dante è rappresentato
attraverso immagini allegoriche di grande suggestione.
 
Corpi nudi s’intravedono tra le maglie di grandi tessuti semitrasparenti,
una grande gonna bianca e leggerissima
si libra nell’aria magicamente,
palloni bianchi volanti creano l’architettura
di uno spazio ultramondano:
quello del Purgatorio
è il mondo ‘arredato’ dall’homo-faber.
 
I danzatori agiscono nello spazio
per mezzo di attrezzi di scena:
le scale di Escher appaiono dal soffitto
coi danzatori che camminano rovesciati a testa in giù.
 
I danzatori agiscono in un mondo sofisticato ed elegante,
in atmosfere barocche immaginifiche.
 
Fanno da sfondo i grandi classici della musica:
da Bach a Mozart, da Vivaldi a Satie,
con piccole incursioni nel contemporaneo
con autori come Xenakis.
 

Uno scarto logico-estetico
creando un mondo immaginifico,
dove le leggi della fisica
sono annullate,
come in un grande,
quadro pittorico vivente.
 
Alessandro Masi, Società Dante Alighieri

 

 

Il complesso universo filosofico e teologico del Paradiso di Dante
– in uno spettacolo che si affida esclusivamente al linguaggio del corpo –
si rende attraverso la chiave dell’arte contemporanea:
Klimt, Kandinskij, Dalì, Mondrian.
 
La complessità teorica dell’universo dantesco
si scioglie in quadri viventi ispirati alla pittura contemporanea.
 
Dietro ogni scena si nasconde un concetto, un’idea che
lo spettatore potrà cogliere attraverso la simbologia o la semplice intuizione estetica.
 
L’astrazione figurativa si unisce all’astrazione musicale
coniugando la maestosità dei canti gregoriani
con i grandi classici della musica contemporanea:
da Stockhausen a Reich.
 
Tredici quadri,
tredici idee originali
che sapranno ancora una volta stupire lo spettatore
e portarlo con la mente
ai confini della pura astrazione.

Le donne e gli uomini,
terrestri e divini,
mortali e immortali,
che Dante racconta
nella Divina Commedia
non sono corpi.
Ma intelligenze, memorie,
visioni, desideri, idee: anime.
E le anime non pesano.
 
Sandro Cappelletto, Filarmonica Romana

 

00 00 DANTE 2021 1
00 00 Dall'inferno al paradiso the best

Pellisari ha ideato
un percorso sciamanico
con il carattere della saga
che siamo abituati a vedere nei film hollywoodiani
un viaggio iniziatico
come quelli di Orfeo ed Enea,
se gli sopravvivi
non sei più quello di prima”.
 
La Repubblica

 

 

Sullo spettacolo Comix aleggia
la luce alta dell’illusionismo,
della musica,
che con la tecnica del movimento
associato alla scultura corporea
della danza atletica,
si fonde in una rappresentazione
surreale, un circo, una favola.
 
teatro.org

 

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